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05 Luglio 2018

L'ipertensione in Medicina Cinese

La pressione arteriosa che spesso viene misurata dal medico o presso qualunque farmacia, non è altro che un valore che ci indica la forza con cui viene spinto il sangue all’interno dei vasi e fornisce utili indicazioni circa il nostro stato di salute.

Questo valore non è sempre uguale durante il corso della vita, anzi cambia continuamente anche durante la giornata, così come l’età, il sesso, la nostra alimentazione, lo sport intenso e in generale lo stile di vita che adottiamo, rappresentano tutti elementi che naturalmente portano a variazioni più o meno significative della pressione del sangue.

 

Stando ai valori stabiliti dal Ministero della Salute i parametri standard relativi alla pressione sono i seguenti:

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Il valore relativo alla massima indica la pressione con cui viene spinto il sangue nei vasi durante la contrazione del cuore (sistolica), mentre il valore della minima rappresenta l’attimo in cui il cuore si rilassa e si riempie di sangue (diastolica).

Si parla di ipertensione quando vi è un livello costante e stabile di valori oltre la soglia di normalità (in genere si tiene conto del valore oltre i 140 mm Hg)

Questa situazione può essere determinata dall'assunzione di farmaci, sedentarietà, sindrome metabolica, obesità, stress/tensioni protratte, eccesso di sodio non correttamente eliminato o alimentazione scorretta che possono determinare un'aumentata viscosità del sangue e/o eccessiva tonicità delle pareti vascolari.

 

La visione secondo la Medicina Cinese

Nell’ottica orientale l'ipertensione riguarda uno yang che prende il sopravvento e le cause che generano tale situazione possono essere diverse:

  • Stasi dell’energia del Fegato e Fuoco: quando l’attività del Fegato tende a bloccarsi, l’energia non riesce a scorrere liberamente generando stasi che possono portare eccessivo calore nel corpo; la risalita di questa energia (generata spesso da stress, preoccupazioni, conflitti irrisolti o da un’alimentazione troppo calda e riscaldante) fa sì che lo yang prenda il sopravvento manifestandosi con pressione alta, vertigini, occhi rossi, insonnia, bocca amara, cefalea o fame notturna. In questo caso con l’alimentazione si opta per cibi che possano purificare il Fuoco di Fegato e lo rilassino: per esempio sono utili pomodori, spinaci, sedano, miglio, riso, tè verde, azuki verdi, carciofi, anguria, melone, pappa reale, ecc.
  • Umidità-Calore: la presenza di eccessiva umidità all’interno del corpo per cause legate ad un’alimentazione troppo ricca di cibi raffinati, grassi o speziati e sedentarietà per esempio, possono portare a rallentare l’attività di organi quali Milza/Pancreas e Polmone che non riescono a trasformare e a diffondere bene i liquidi con ulteriore ristagno di umidità e stasi dell’energia: sovrappeso-obesità, sensazione di testa pesante e mente offuscata, astenia, bocca impastata, sonnolenza, feci non formate, urine torbide, tosse catarrosa, oppressione al petto, sono alcune manifestazioni tipiche di questo quadro e in cui possono venire utili cibi quali melanzane, scorze di agrumi, salvia, cardamomo, grano saraceno, mais, legumi, pesci magri, ecc.
  • Vento interno: una condizione spesso legata ad un deficit di sangue o yin. Entrambi infatti svolgono un’attività importante nei confronti dell’energia del Fegato bilanciandola ed evitandone l’improvvisa risalita. Quando tali sostanze non sono sufficienti può venir meno tale ancoraggio e l’energia si “muove” in maniera incontrollata dando manifestazioni quali vertigini, parestesie, tremori, spasmi, convulsioni (nei casi importanti in cui la condizione si cronicizza senza mai essere stata trattata, il vento interno può dare origine anche a perdite di coscienza e ictus). Dal punto di vista dell’alimentazione si può intervenire nutrendo lo yin attraverso frutta, verdura, cereali in chicco, miele, sapori dolci e aciduli che hanno la capacità di generare i liquidi e trattenerli.

 

Oltre a questi fattori patologici che possono dare origine alla pressione alta, la Medicina Cinese punta anche l’attenzione su quattro organi che risultano maggiormente coinvolti in tale condizione:

  • il Fegato per la sua attività di far fluire correttamente l’energia
  • il Rene poiché è dove si origina lo yin e lo yang del corpo e quindi eventuali vuoti possono derivare proprio da qui
  • Milza/Pancreas per la sua attività di generazione del sangue e di trasformazione delle sostanze
  • il Cuore per le eventuali ostruzioni di sangue o presenza di tan (liquidi patologici addensati) a tale livello

Anche in questo caso quindi la medicina orientale, attraverso la diagnosi, le domande e l’osservazione del soggetto, cerca di andare all’origine del problema ed intervenire in maniera mirata attraverso i suoi strumenti: riportando equilibrio con la stimolazione dei meridiani (attraverso agopuntura, tuina, coppettazione, ecc) e correggendo scompensi energetici con l’ausilio di erbe medicinali e una dietetica mirata.

 


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