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21 Luglio 2018

Che cos'è il qi?

Nelle discipline orientali si sente spesso parlare di “qi” (o ki) che solitamente viene tradotto come “energia”, oppure “soffio”, ma tali significati conferiscono al concetto solo un’idea generale e vaga poiché, come spesso accade con i termini cinesi, le traduzioni costituiscono delle limitazioni, perdendo così parte del vero e più complesso significato che a loro appartiene.

 

Non a caso infatti la cultura orientale si è sempre affidata agli ideogrammi che, attraverso rappresentazioni stilizzate, sono in grado di trasmettere concetti più profondi di quanto non farebbe una singola parola.

Anche nel caso del qi, possiamo partire proprio dal suo ideogramma per cercare di avere una visione più ampia:

Qi character

L’immagine è costituita da due parti (detti radicali): il primo in basso a sinistra rappresenta un chicco di riso cotto, mentre il secondo più in alto a destra, indica i vapori che salgono verso l'alto.

L’idea che ne deriva è dunque quella di una forma di energia invisibile e impalpabile (vapore) che si sprigiona da una forma materiale e densa (riso), grazie ad un’azione di trasformazione. Le trasformazioni possono però condurre anche ad una condensazione di tale energia, divenendo a loro volta materia. 

Per la cultura orientale l’universo, e così l’uomo, non è altro che qi che si manifesta sotto diverse forme, alcune invisibili, altre manifeste.

Zhang Zai, un grande filosofo vissuto in Cina nei primi decenni dell’anno 1000, descrisse così gli infiniti mutamenti del qi: “Il Grande Vuoto consiste di qi. Il qi si condensa trasformandosi nella miriade delle cose; le cose inevitabilmente si disintegrano e tornano al Grande Vuoto (…). Ogni nascita è condensazione, ogni morte è dispersione. Nella nascita non c’è guadagno, nella morte non c’è perdita (…). Il qi in dispersione è sostanza, e così anche nella condensazione…”.

 

Il qi svolge tantissimi ruoli...

Ne deriva dunque che per la Medicina Cinese il qi espleta tante funzioni diverse, non perché vi siano diversi qi, ma perché questo assume ruoli e funzioni differenti in base a ciò che è chiamato a fare. Tra le più importanti troviamo le seguenti:

  • Attività di riscaldamento: regola la temperatura corporea per mantenere attivi i processi metabolici e la circolazione del sangue (un deficit in questo senso si può manifestare come freddolosità, rallentamenti circolatori, ristagni, ecc.)
  • Attività di trattenimento: grazie al qi gli organi e i visceri rimango nella loro sede, così come il sangue è trattenuto all’interno dei vasi (se tale funzione viene a meno, o è debole, possono derivarne emorragie, prolassi, aborti, ecc.)
  • Attività di attivazione: attraverso l'azione del qi il cuore è stimolato a battere, la digestione e la peristalsi svolgono la loro funzione di trasformazione e discesa, è possibile respirare, masticare, camminare, svilupparci, ma anche pensare e avere progetti
  • Attività di difesa: in questo contesto il qi ci fornisce la protezione contro i patogeni e allo stesso tempo li espelle; l’indebolimento dunque determinerà la malattia, o prolungati tempi di guarigione, ricadute frequenti, salute cagionevole, ecc…
  • Attività di trasformazione: è sempre grazie al qi che abbiamo la capacità di trasformare l’aria in una sostanza che ci permette di respirare, oppure la capacità digestiva che trasforma gli alimenti e i liquidi in tanti elementi biodisponibili per il nostro corpo e il nostro sostentamento.

 

Dal qi quindi dipendono tutte le attività dell'organismo e le modalità con cui si muove sono fondamentali per mantenerci vitali e attivi: l’energia di tutti gli organi, i visceri, delle funzioni del corpo, ma anche le energie che investiamo a livello mentale ed emozionale, devono coordinarsi in maniera fluida e armonica, pena un’alterazione di tutte le attività: ristagni, ostruzioni, eccessiva discesa o risalita, movimenti controcorrente, hanno conseguenze più o meno nocive per il nostro benessere e la nostra salute fisica e mentale.

Nell’uomo inoltre il qi ha due origini: la parte innata o originaria (yuanqi) che ci viene trasmessa nel momento del concepimento e costituisce un’essenza pura e vitale che rappresenta la radice e la fonte a partire dalla quale si sviluppano tutte le varie funzioni del qi e le nostre sostanze/risorse più importanti; poi vi è la parte acquisita legata al nostro nutrimento (yingqi) e all’aria che respiriamo (guqi): esse subiscono delle trasformazioni prima di poter essere utilizzate dal nostro corpo, ma sono fondamentali per sostenerci e più sono di buona qualità, meglio è per la nostra vitalità.

 

Il concetto di qi quindi è davvero molto vasto e sarebbe necessario spendere molte più parole in merito per poterlo intendere e comprendere: ciò che la medicina orientale ci insegna è che il concetto di “energia” o “soffio” è decisamente più esteso e profondo rispetto al significato con cui vengono identificati in Occidente e rappresenta un elemento così fondamentale che tutti gli strumenti utilizzati in Medicina Cinese (agopuntura, moxa, auricoloterapia, dietetica, qigong…) non sono altro che metodi che lavorano in funzione del qi e del suo equilibrio poiché è da come si muove, si trasforma e si manifesta questa fonte che tutto dipende: salute o malattia, veglia o sonno, buonumore o depressione, longevità o declino.

 


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