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10 Dicembre 2018

L'inverno e il suo organo protagonista secondo la medicina cinese

Secondo la suddivisione astronomica, le stagioni sono intervallate in base agli equinozi e ai solstizi, pertanto, nel caso della stagione invernale, siamo abituati a collocarla indicativamente dal 22 dicembre al 21 marzo.

 

La tradizione orientale invece prende in considerazione un calendario lunisolare che fa riferimento a diversi parametri: i mesi infatti iniziano con ogni novilunio e le stagioni hanno una differente decorrenza rispetto alle nostre:

PRIMAVERA: inizia i primi giorni di febbraio

ESTATE: inizia i primi giorni di maggio

AUTUNNO: inizia i primi giorni di agosto

INVERNO: inizia i primi giorni di novembre

 

Stando a tale suddivisione, in questo momento siamo già in pieno inverno e la data del solstizio corrisponderebbe a quello che viene chiamato il massimo dello yin, ossia il momento in cui l’energia è al massimo della sua profondità: il freddo, l’interiorizzazione, il buio, la densità degli elementi raggiungono il loro apice.

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Il Rene, l’organo dominante dell’inverno

"I tre mesi dell’inverno si chiamano chiudere e tesaurizzare. L’acqua gela, la terra si screpola. Nulla apporta Yang. Si va a dormire presto, e ci si sveglia più tardi. Bisogna organizzare le nostre attività seguendo la luce del sole. Bisogna evitare il freddo e cercare il caldo, non lasciando sfuggire nulla attraverso la pelle, per il rischio di perdere energia. In questo modo ci conformiamo all’energia invernale ed è la via per sostenere e conservare la vita. Andare contro questo insegnamento danneggia i Reni" - Suwen

 

Durante l’inverno l’energia si interiorizza, il battito dei polsi è avvertito più in profondità ed è più lento, si sente la necessità di rimanere in casa più a lungo, le attività all’esterno si riducono e il sonno è più profondo.

Questa tendenza alla conservazione è assolutamente normale e necessaria per la Medicina Cinese che raccomanda di proteggersi adeguatamente dal freddo per evitare dispersioni inutili di energia e di favorire il calore attraverso un’alimentazione priva (o comunque molto limitata) di cibi freddi ed eccessivamente umidificanti, come per esempio yogurt, frutta cruda, insalate o verdure crude, latticini e in generale tutte le bevande e i cibi freddi e/o zuccherati. Bisogna invece optare per le spezie, le cotture prolungate, le zuppe, le verdure cotte, le carni e le bevande calde.

 

Il principio di tesaurizzazione è proprio tipico del Rene, un organo estremamente importante a livello energetico: rappresenta il sistema da cui si originano lo yin e lo yang, i meridiani e le energie del nostro corpo, sostiene le attività del sistema digestivo e del Polmone. Conserva inoltre il jing: la nostra quintessenza vitale, la sostanza innata che ereditiamo nel momento del concepimento e che contribuisce al nostro sviluppo, alla nostra salute e alla nostra longevità.

Conservare il jing significa preservare la nostra vitalità. E per preservare il jing è necessario prendersi cura dell’energia del Rene, evitando di accumulare il freddo interno durante l’inverno (vestendosi e alimentandosi adeguatamente) ed evitando di disperdere inutili energie durante la stagione del riposo.  

Dal Rene si origina lo yin e lo yang

Dal sistema energetico del Rene si generano le due radici fondamentali del nostro organismo:

- la radice yin del corpo è alla base di tutto ciò che nutre e umidifica il corpo: parliamo quindi di sangue, liquidi, midolli

- la radice yang è invece quella che sostiene il calore del corpo, la diffusione delle sostanze e del qi, il battito del cuore, le attività degli organi e quelle metaboliche. Dona energia a Milza/Pancreas affinché alimenti e bevande vengano correttamente trasformati e sostiene l’attività respiratoria del Polmone (in particolare l’inspirazione)

 

Nel ciclo dei cinque elementi il Rene è associato all’acqua (il massimo dello yin, come l’inverno) che esprime calma, densità e concentrazione. L’acqua è inoltre l’elemento che nutre la terra e i suoi semi affinché possano germogliare in primavera, come il Rene che dall’interno nutre e alimenta l’energia vitale affinché la vita possa esprimersi.

La fertilità e gli organi riproduttivi sono anch’essi governati dall’energia del Rene per la loro correlazione con il jing: questa sostanza in una delle sue forme materiali è infatti legata al seme maschile e alla fecondità femminile: quando il Rene è deficitario possono anche manifestarsi leucorree, spermatorree, oppure infertilità/sterilità.

Secondo la Medicina Cinese inoltre il Rene è l’organo che governa altre strutture fisiche e mentali:

  • Le ossa, i denti e i midolli: lo sviluppo dello scheletro e il suo nutrimento dipendono dal Rene
  • Il cervello: chiamato anche “mare dei midolli” rappresenta una condensazione del jing
  • L’udito: la capacità uditiva è legata ad una buona funzionalità del jing e flessioni di questa sostanza, o del Rene, possono portare a deficit uditivi
  • Capacità di trattenimento degli sfinteri: è l’energia del Rene a controllare l’apertura e la chiusura degli orifizi e quando la sua energia è debole possono manifestarsi incontinenze
  • I capelli: la lucentezza, il vigore, il colore e la crescita dei capelli dipendono dalla forza del Rene (e in parte anche dal sangue)
  • La vitalità: la realizzazione di sé, la volontà di portare avanti i propri progetti, la spinta motivazionale che ci porta a raggiungere i nostri obiettivi dipendono dalla forza del Rene: la capacità di trasformarsi ed evolvere sono propri di questo organo
  • La paura è l’emozione ad esso correlata: quando si vive uno stato di profondo spavento, panico o terrore, l’energia del Rene ne risulta fortemente indebolita: se l’emozione è stata molto forte possono anche derivarne alopecia o incanutimento improvvisi, perdita del controllo degli sfinteri, stati paranoici o anche attacchi cardiaci per la stretta relazione che il Rene ha con il Cuore

Il Rene è dunque un organo fondamentale e necessita di diversi anni affinchè il suo sviluppo si completi: alla nascita infatti questo sistema è particolarmente immaturo e solo intorno ai 9 anni il Rene inizia a consolidarsi (infatti fino a quell'età possono verificarsi le enuresi notturne nei bambini e i denti non sono ancora stabili). Con la pubertà e l'arrivo della fertilità il Rene e il jing entrano nel loro pieno sviluppo rimanendo vigorosi fino all'età matura, quando poi inizia il loro lento declino. In tarda età molte situazioni diventeranno infatti sintomo della loro debolezza: cali dell'udito, incanutimento, bassa vitalità, poca memoria e concentrazione, incontinenza, problemi legati a ossa e articolazioni, ecc.

 

 


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