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18 Dicembre 2018

La cannella: la preziosa spezia dell'inverno

La cannella, con il suo profumo e il suo sapore dolce, è un ingrediente che ricorda molto la stagione invernale quando viene spesso utilizzata per aromatizzare frutta cotta, creme, porridge e biscotti.

Il periodo natalizio è forse il momento in cui la cannella diventa davvero una spezia protagonista per la sua versatilità: dalla polvere utilizzata in cucina, alla corteccia usata spesso come ornamento per impreziosire confezioni e rami di abete.

 

La cannella è una spezia davvero molto antica: le sue origini si ritrovano nell’antica Cina (quando veniva, e viene ancora, utilizzata nei rimedi farmacologici), attraversando poi l’antico Egitto (risultando utile per le imbalsamazioni) e trovando posto persino nel libro dell’Esodo (quando Dio ordinò a Mosè di consacrare il tempio con un misto di erbe aromatiche). Nel Medioevo invece la cannella era considerata una spezia particolarmente pregiata e costosa, tanto da essere riservata solo alle classi nobili.

 

La cannella in Medicina Cinese

Tra i rimedi della tradizione cinese, la cannella ha da sempre occupato i primi posti. In dietetica cinese si dice infatti che la cannella è un alimento medicato proprio perché nonostante sia un ingrediente semplice da reperire e possa trovare spazio tra numerose ricette, essa è dotata di un grande potere terapeutico, tanto da essere spesso presente anche nelle ricette farmacologiche.

La sua natura termica è calda (quindi estrema per la medicina cinese) e il suo sapore è sia piccante che dolce. Gli organi a cui rivolge la sua azione sono diversi, così come le indicazioni terapeutiche, ma la sua più importante caratteristica è quella di poter attivare lo yang del Rene riportando il calore alla sua origine.

 

Il Rene è l’organo da cui si originano lo yin e lo yang (per approfondire vai all’articolo "L'inverno e il suo organo protagonista secondo la medicina cinese"): mentre la radice yin del corpo è alla base di tutto ciò che nutre e umidifica, la radice yang è ciò che sostiene le trasformazioni, le attività metaboliche, la circolazione dell’energia e il riscaldamento di tutto il corpo.

La cannella è una spezia molto preziosa proprio perché in grado di sostenere queste ultime attività:

ha un effetto riscaldante, tonico e rinvigorente dello yang del Rene

Molto utile quindi durante la stagione invernale, quando il clima freddo può portare ad un indebolimento della funzione yang del Rene, ma anche per rinforzare questo sistema energetico qualora vi siano cause riconducibili a varie situazioni (digiuni prolungati, alimentazione scarsa, crudista o vegana protratta nel tempo, vestiario inadeguato rispetto alle condizioni atmosferiche, abuso di bevande stimolanti/eccitanti, malattie debilitanti e prolungate, uso costante di diuretici o bevande drenanti, ecc.).

La sua capacità riscaldante e mobilizzante porta anche ad una disostruzione dei meridiani in caso di stasi energetiche, con il beneficio quindi di calmare dolori e crampi.

 

In breve quindi possiamo considerare la cannella un ottimo rimedio per le seguenti situazioni:

  • Dolori addominali/mestruali legati alla presenza di stasi e freddo interno
  • Asma durante l’inspirazione (causata da un mancato sostegno del Rene al Polmone)
  • Diarrea/crampi legati ad un’invasione del freddo
  • Lombalgie, dolori articolari
  • Digestione rallentata/gonfiori post prandiali per deficit del qi di Milza e/o Rene
  • Astenia, mancata vitalità, sonnolenza
  • Enuresi, incontinenza
  • Infertilità, mancanza di libido
  • Estremità fredde, pallore, occhiaie

 

Non tutte le cannelle sono uguali…

La polvere che siamo abituati a vedere in commercio è il risultato della polverizzazione della corteccia essiccata del ramo del Cinnamomum. In realtà esistono due varietà diverse di questa pianta:

  • la Cassia o cannella dell’Indonesia (Cinnamomum Cassia)
  • la Ceylon (Cinnamomum Verum)

 

Quali sono le differenze?

  1. La provenienza: la Cassia è originaria di Birmania e Indonesia, la Ceylon proviene da India e Sri Lanka
  2. Il sapore: la Ceylon risulta meno odorosa, più dolce e delicata in bocca. La Cassia ha invece un sapore più deciso e aromatico
  3. La presenza di cumarina: questa sostanza (a dosi elevate!) è tossica per il fegato e la varietà della Cassia ne è decisamente più ricca rispetto alla Ceylon

Come possiamo riconoscerle?

Spesso nelle etichette viene riportata in maniera specifica la varietà quindi possiamo innanzitutto far riferimento alle indicazioni del produttore. Quando non viene esplicitato nulla, si tratta di cannella Cassia poiché è la più economica e la più diffusa in commercio anche per via del suo sapore più intenso. I bastoncini inoltre sono diversi: la Cassia è più spessa, compatta, robusta e scura, mentre la Ceylon è più sottile e chiara e tende ad arrotolarsi in un solo verso.

 

Nell’immagine sotto troviamo le due varietà: a sinistra la Ceylon, a destra la Cassia

512px cinnamomum verum vs cinnamomum burmannii

 


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