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07 Gennaio 2019

Influenza: le sue fasi e i cibi più appropriati per agevolare la guarigione

La stagione fredda è spesso quella in cui le difese immunitarie sono messe a dura prova poiché il clima rigido, gli sbalzi di temperatura e una debolezza costituzionale possono portare a diventare facili prede di raffreddori, dolori articolari e febbre.

 

La Medicina cinese individua nella wei qi quello che noi comunemente chiamiamo sistema immunitario: wei qi significa proprio energia difensiva: partendo dalla trasformazione di alimenti e bevande e dopo una lunga serie di distillazioni per opera dei vari sistemi, si genera un’energia mobile e calda che circola continuamente lungo lo strato più superficiale del corpo, le fasce tendino-muscolari.

Oltre a fungere da barriera contro i patogeni esterni, la wei qi espelle anche tutti gli elementi estranei al corpo che si insinuano al suo interno e ne alterano gli equilibri. Inoltre è in grado di regolare la temperatura corporea controllando i pori della pelle e la sudorazione, affinché il sistema mantenga sempre una temperatura adatta alle sue funzioni.

 

Se la wei qi è forte e circola in maniera uniforme e armoniosa il corpo sarà ben difeso, guarirà velocemente e sarà ben riscaldato.

 

Ma cosa succede se la wei qi è in deficit?

Quando il nostro sistema di difesa non è solido, il corpo può diventare un facile bersaglio dei patogeni che entrano dalla superficie e si insinuano all’interno innescando varie sintomatologie. I tempi di guarigione di un soggetto sono anch’essi dipendenti dalla wei qi, ma se sappiamo alimentarci adeguatamente durante la malattia, il recupero sarà sicuramente agevolato.

La medicina cinese riconosce nel patogeno vento-freddo la principale causa di influenza: attraverso i sintomi, l’osservazione e la valutazione energetica, ha saputo così delineare specifiche fasi riuscendo a comprendere i vari livelli di profondità dei patogeni e ad intervenire in maniera mirata.

 

Quali sono i vari stadi dell’influenza? E come aiutarsi con l’alimentazione?

Cerchiamo allora di comprendere quali sono i vari stadi dell’influenza, i sintomi ad essi associati e l’alimentazione ottimale che può favorire la guarigione.

 

Quan1419428 mindo un patogeno vento freddo si insinua nella superficie corporea, raggiunge il primo livello detto taiyang: in questo caso possono comparire manifestazioni quali il timore del freddo, brividi, dolori alle ossa, mal di testa, cervicalgie, respiro corto, naso che cola, starnuti, eventuale vomito acquoso, debolezza. E’ il momento in cui l’energia difensiva entra in allerta e cerca di espellere il patogeno per evitare che si interiorizzi ulteriormente. In questa fase dobbiamo quindi sostenere la wei qi per agevolarle il compito: scegliamo allora alimenti diaforetici e mobilizzanti come per esempio aglio, cipolle, porri, zenzero, peperoncino, brodi di carne, vin brulè con scorze, cannella e chiodi di garofano, echinacea. Evitiamo invece i cibi grassi/unti e i latticini che al contrario ostacolano la wei qi e agevolano la penetrazione dei patogeni nei livelli più profondi.

 

cold fluSe l'obiettivo di cacciare il patogeno non è stato raggiunto, questo potrebbe interiorizzarsi ed entrare nel secondo livello, chiamato shaoyang. In questo caso si presentano alternanza di caldo e freddo con febbre (non oltre i 37,5°), bocca amara e asciutta, eventuale vomito con apparente miglioramento. E’ una fase in cui la wei qi è ancora più attiva e l’alternanza di caldo e freddo è proprio lo sforzo che compie per rigettare il patogeno verso l’esterno. E’ importante in questa fase riposarsi ed evitare l’esposizione al clima esterno per permettere al sistema difensivo di non indebolirsi ulteriormente. Anche in questo caso è bene fare attenzione agli alimenti pesanti e di lunga digestione, gli zuccheri semplici e le farine raffinate; evitiamo anche le verdure crude che apportano freddo e alla frutta il cui sapore acido (che svolge un’azione di trattenimento) può contrastare l'azione mobilizzante della wei qi. Sfruttiamo invece i brodi di verdure e miso, le minestre calde, la frutta cotta ed eventualmente pesci magri.

 

termometro 1Se ancora una volta il patogeno ha avuto la meglio, vi è una buona probabilità che arrivi al terzo livello: lo yangming. Questa è una fase di trasformazione: il freddo evolve in calore con conseguente febbre alta, viso e occhi rossi, sudorazione abbondante, bocca asciutta con sete, oppressione al petto, forte mal di gola, eventuale agitazione e delirio se la febbre raggiunge picchi elevati. Adattiamo quindi l’alimentazione: è necessario purificare il calore e aiutare l’organismo a ripristinare l’equilibrio per agevolare la guarigione. Non più spezie né cibi piccanti, ma minestre e brodi vegetali, verdure e frutta cotta. Non forziamo lo stomaco: è una fase in cui l’appetito sarà piuttosto scarso perché il fisico impiega le energie altrove quindi è bene rimanere leggeri e stare molto a riposo per non ostacolare la ripresa.

 

Superato questo stadio è bene fare attenzione anche al recupero che non sarà sempre immediato poiché il dispendio energetico è stato notevole e il sistema (specialmente quello di Polmone responsabile della diffusione del qi) necessita di tempo per riprendersi. Quindi anche se la febbre scompare e ci si sente un po’ meglio, meglio evitare gli sforzi eccessivi ed esporsi troppo ai fattori climatici.

E’ una fase questa in cui ci si sente ancora stanchi e flemmatici, il fiato è corto e possono comparire catarri, tosse e raffreddore. Per agevolarne l’eliminazione, evitiamo burro, formaggi, zuccheri, cibi grassi e pesanti; gli alimenti più indicati sono invece miele, zucca, porri, timo, salvia, carni e pesci magri, scorze di agrumi, pere, pinoli e mandorle.


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