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22 Gennaio 2019

Le arance sono davvero utili nei raffreddamenti invernali? Ce lo spiega la medicina cinese...

Nell’ultimo articolo abbiamo visto come zenzero e limone, per quanto possano essere alimenti nobili e molto utili in alcune circostanze, non sono da sottovalutare per chi ha sviluppato condizioni energetiche che possono decisamente peggiorare con il loro consumo (per leggere l’articolo clicca “Zenzero e limone: una coppia famosa...ma non adatta a tutti”).

 

Nella cultura occidentale vi sono tanti altri alimenti che sono considerati particolarmente efficaci nel trattare malattie o prevenirle: è il caso per esempio delle arance la cui fama come scudo contro influenze e malattie da raffreddamento, è molto nota.

 

magnifying glass 2831367 640Ma è sempre così? Vi sono delle eccezioni a questa regola?

Cerchiamo di capirlo osservando le cose dal punto di vista della dietetica cinese.

 

Arance: classificazione secondo la medicina cinese

Le arance rappresentano per la dietetica cinese frutti dalla natura termica fresca e dal sapore dolce e acido/aspro.

Questa loro natura è infatti legata al clima in cui esse crescono: originarie del sud est asiatico, la coltivazione della pianta è possibile in climi temperato-caldi e non eccessivamente piovosi nella stagione autunnale e invernale. E’ un frutto quindi perfetto per riequilibrare un sistema che vive buona parte del suo tempo a contatto con il calore e necessita quindi di bilanciarsi consumando alimenti rinfrescanti e in grado di rigenerare i liquidi, come appunto la frutta acidula/aspra può fare.

Analogamente la medicina cinese raccomanda questo frutto in alcune specifiche situazioni indotte da un eccessivo calore interno:

  • Bocca secca
  • Sete
  • Disidratazione
  • Febbre con sete e sudorazione
  • Calore estivo, sudorazione aumentata
  • Tosse secca o cronica/senile
  • Anoressia
  • Dispepsie

Le indicazioni che riguardano quindi eventuali stati influenzali sono specifiche nel caso in cui sia già presente una condizione di calore che porta per esempio a febbre con consumo di liquidi (sete e sudorazione) oppure tosse secca, poichè le arance possono contribuire da una parte a rinfrescare un organismo troppo accaldato e dall'altra a rigenerare i liquidi perduti, velocizzando il riequilibrio.

 

Quando fare attenzione?

Nel caso vi sia una condizione legata al freddo come l'esordio di un'influenza con sintomi quali brividi, freddolosità, dolori articolari, dolori addominali, lombalgie, naso che cola o tosse con espettorato bianco, le arance non sono consigliate poiché possono portare ad un peggioramento dei sintomi, specie se si consuma il frutto maturo.

Lo stesso vale in caso di diarree, feci morbide o non formate, debolezza o astenia. La natura fresca delle arance infatti non è di giovamento a queste situazioni, specie se consumate in forma di succo o spremuta.

Il loro sapore acidulo può inoltre peggiorare reflussi acidi o gastralgie, quindi è bene non sottovalutare anche questo aspetto per chi soffre di problematiche digestive e mucose irritate.

 

E in caso di raffreddore? Meglio la scorza

indexCome per il limone, anche la scorza delle arance ha caratteristiche proprie. A differenza del succo e della polpa, la scorza ha una natura termica più tiepida mentre il sapore è considerato piccante e amaro.

Queste sue caratteristiche rendono le scorza d’arancia un ottimo rimedio per sostenere le funzioni del sistema digestivo, promuovendo la circolazione dell’energia e intervenendo nelle condizioni in cui vi sia un’eccessiva umidità interna.

Rispetto alla polpa quindi le scorze d’arancia non trattate si rivelano utili (in infusione o grattugiate nelle varie preparazioni) in caso di catarri, sinusiti o raffreddori.

 

E la vitamina C?

Chi consuma le arance con lo scopo di assumere una miniera di vitamina C può tranquillamente optare anche per altri alimenti, poiché non ne sono poi così ricche.

Va detto che la vitamina C è utile a numerose funzioni nell’organismo, ma assumerne in dosi eccessive, o senza avere una chiara idea di quanta effettivamente ne serva al proprio organismo, non è proprio una buona abitudine poichè si potrebbe incorrere in spiacevoli effetti collaterali (come per esempio la formazione di calcoli renali): come tutte le cose, anche nell'assunzione di integratori vitaminici è sempre bene trovare un equilibrio, evitare il fai da te e chiedere un consiglio a figure competenti.

 

Nello schema seguente è possibile trovare a titolo informativo una classifica di alimenti molto ricchi di vitamina C, ricordandoci che la salute e il benessere non sono dati dal semplice consumo di un singolo alimento, ma a fare la differenza è sempre la varietà dei cibi che portiamo in tavola, la territorialità e la loro stagionalità.

 ALIMENTI


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