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07 Febbraio 2018

Alimentazione e jing (la quintessenza vitale)

La Medicina Tradizionale Cinese ha sempre posto grande attenzione allo studio dei fenomeni che regolano l’organismo partendo dalle cosiddette sostanze vitali, ossia cinque sostanze che rappresentano la base, il fondamento per il dispiegarsi e lo sviluppo della vita: la mancanza o l’esaurimento di una sola di esse infatti comporta la fine stessa della vita o l’impossibilità della nascita di una nuova.

Queste sostanze nello specifico sono il qi (energia), il sangue (xue), i liquidi (jin ye), lo spirito (shen) e il jing che potremmo tradurre come quintessenza energetica, vitalità. Ognuna di queste riveste un proprio ruolo che necessariamente influenza il funzionamento delle altre, in un continuo avvicendarsi; soffermarsi però sull’intero argomento richiederebbe spiegazioni ben più articolate e approfondite, pertanto in questo articolo cercheremo di far luce in maniera semplice su una particolare sostanza: il jing.

 

L’ideogramma che rappresenta il jing è composto da due caratteri: simboleggia il chicco di riso, e che indica un processo di distillazione, di raffinazione. Stiamo quindi parlando di una forma energetica particolarmente pura che per la Medicina Cinese viene custodita dal Rene. Questa energia così preziosa ci viene trasmessa al momento del concepimento dall’unione dell’essenza materna (ovulo) e paterna (seme) rappresentando la base della costituzione di ciascuno: in termini occidentali potremmo trovare attinenza con il sistema cromosomico e genetico.

 

La qualità del jing che acquisiamo in quel preciso momento è influenzato da molteplici fattori: venendoci tramandato da entrambi i genitori, il loro stile di vita, la loro alimentazione, il loro stato d’animo e il loro stato di salute durante il concepimento di un figlio, verrà trasmesso alla nuova vita che inizierà a svilupparsi nell’utero materno, e il nutrimento che questa riceverà dalla madre, così come la qualità dell’aria che respirerà, saranno anch’essi elementi che influenzeranno la qualità del jing del nascituro.


Tale sostanza circola in tutto il corpo e rappresenta sia materia che energia poiché essa è alla base della formazione e del funzionamento di tutto l’organismo, ma anche la sorgente da cui dipende lo sviluppo sessuale, la fertilità, la maturità, la crescita di ossa, denti e capelli, la formazione di midollo osseo e la difesa contro i patogeni mantenendoli in latenza ed evitando che possano prendere il sopravvento.

Il jing svolge dunque un ruolo di estrema importanza durante tutto il corso della vita. Ma così come accade nelle macchine che consumano benzina durante il viaggio, anche il jing è destinato ad consumarsi con il passare del tempo, fino al suo esaurimento che determina la morte.

E’ dunque nostra responsabilità cercare di preservarlo il più possibile adottando sia uno stile di vita equilibrato sia un’alimentazione adeguata e corretta. Esattamente come nell’uomo infatti, anche i cibi hanno il loro jing che ci aiuta a proteggere, ma soprattutto a sostenere, la nostra vitalità innata affinché essa non si esaurisca precocemente (le malattie, una scarsa o cattiva alimentazione o lunghi digiuni, sono esempi che portano ad un dispendio importante in termini di vitalità).

Ogni volta che mangiamo ci viene trasmessa l’energia conservata nell’alimento e tanto più è di buona qualità, meglio è per il nostro organismo.

 

Consumare cibo di qualità, o in termini orientali ricco di jing, significa andare alla ricerca di alcune caratteristiche: un frutto di stagione per esempio, cresciuto alla luce del sole, maturato sulla pianta e coltivato nel nostro territorio, ha molto più jing rispetto al frutto coltivato in serra, con luci o calore artificiali, forzandone la maturazione o importandolo da Paesi lontani in cui si rende necessaria l’aggiunta di conservanti.

 

alimentazione e jing 2

 

Cibi ricchi di jing sono dunque cibi freschi, di stagione ( clicca qui per vedere gli alimenti di stagione ) e prodotti con quanti meno additivi o sostanze chimiche possibili; anche i metodi di conservazione sono particolarmente lesivi per la vitalità dell’alimento: congelare o conservare sott’olio per esempio, sono metodi che ci consentono di avere scorte sempre pronte e in apparenza senza che l’alimento sia portato a modificare la sua natura, ma in realtà ciò comporta una grande perdita di jing.

Vi sono inoltre alimenti all’interno delle varie categorie che per la medicina cinese sono particolarmente “vitali” e quindi molto utili: è il caso per esempio dei crostacei, alcune carni come il cervo, il manzo, il pollo e lo stinco di maiale, germogli, frutta e verdura appena raccolta e i semi oleosi.

 

A prescindere da ogni singolo alimento, ciò che possiamo fare per custodire al meglio la nostra vitalità, è di porre attenzione a ciò che mettiamo nel piatto poiché tutto ciò di cui ci nutriamo impatta sul nostro organismo e conseguentemente sulla salute futura.

Ma per preservare il jing altrettanta attenzione andrebbe posta anche allo stile di vita in generale, evitando gli eccessi (come diete drastiche, ritmi di sonno-veglia irregolari, sport intensi non adeguati alla propria costituzione ed energia fisica…) e altresì tenendo in considerazione pratiche orientali particolarmente adatte per questo scopo come per esempio il qi-gong o il tai-qi.

 


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