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16 Aprile 2019

Il vento come causa di malattia in medicina cinese

In medicina cinese tra le cause che possono condurre ad una malattia vi sono i fattori climatici, considerati, se in eccesso, elementi patogeni che possono aggredire il corpo e determinare disequilibri in grado di sfociare in malesseri e/o malattie.

 

In una condizione in cui i fattori climatici si alternano in maniera equilibrata, l’essere umano sa adattarsi in modo naturale alle variazioni dell’energia della terra: caldo-freddo, umidità-secchezza. Ma quando tali energie si intensificano o si presentano in maniera repentina o al di fuori della loro stagionalità, possono trasformarsi in patogeni dannosi per la salute. Tra i vari eccessi climatici in grado di influenzare negativamente l’equilibrio dell’uomo vi è il vento.

 

“Il vento è il principio delle cento malattie. Se grazie alla chiarezza e alla tranquillità, carni e couli sono tenuti chiusi ermeticamente, per quanto violenti siano i venti, per quanto nocivi possano essere i veleni, nulla potrà fare del male (…)“ - Suwen

 

Energia presente in qualunque stagione, il vento è particolarmente associato alla primavera e per le sue caratteristiche è un elemento estremamente yang: se osserviamo bene il suo dinamismo infatti ci accorgiamo di quanto possa essere mutevole la sua direzione e l’intensità delle raffiche e di come sia in grado di spostare, agitare, innalzare e disperdere nonostante la sua leggerezza.

Se il sistema difensivo del corpo (weiqi) non è forte e stabile, il vento avrà la meglio e colpendo la cute, provocherà l’apertura dei pori all’interno dei quali il vento potrà insinuarsi: brividi, timore del freddo e freddolosità sono i primi segni di un’invasione da parte del vento. Le caratteristiche più comuni di attacco di vento sono anche la mutevolezza dei sintomi: compaiono e scompaiono velocemente, non hanno una sede fissa e possono essere imprevedibili. Anche sentirsi agitati o irritati quando sentiamo tirare un forte vento è segno di una debolezza energetica che ci rende sensibile all’attacco di questo fattore climatico.

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Il vento rappresenta anche un veicolo per altri fattori patogeni, come l’umidità, il calore o il freddo: quando questi invadono la superficie del corpo si possono generare manifestazioni più o meno gravi a seconda della costituzione soggettiva, della forza stessa del patogeno e delle proprie riserve di energia e sangue. Di seguito sono elencati a titolo esemplificativo le più comuni manifestazioni legate all’associazione del vento con i più comuni fattori climatici:

Vento Freddo: timore del freddo, brividi, tremori, starnuti, rinorrea con muco chiaro, tosse, febbricola, rigidità e dolore nucale che migliora con il caldo e il movimento, capogiri, assenza di sudorazione e di sete, asimmetria facciale, reumatismi migranti

Vento Calore: timore del vento, agitazione, tremori, brividi, orticaria, esantemi, starnuti, tosse, rinorrea con muco giallo, febbre anche alta, rigidità e dolore nucale, vertigini, sudorazione e sete, prurito in gola e gola bruciante

Vento Umidità: avversione al vento e all’umidità, sudorazione, rigidità nucale, dolori nel corpo, sensazione di pesantezza, articolazioni gonfie e doloranti, parestesie, reumatismi

 

Il vento interno

Come visto quindi il vento, inteso come agente atmosferico, rappresenta una principale causa di malattia, ma in medicina cinese quando si parla di vento si distingue quello esterno (climatico) da quello interno. Analogamente a ciò che accade fuori di noi dove il vento muove e disperde tutte le cose, all’interno del nostro corpo alcune condizioni energetiche alterate possono generare manifestazioni con caratteristiche molto simili a quelle del vento esterno con sintomi appunto mutevoli e mobili.

Uno dei principali sistemi che entrando in disequilibrio può generare e liberare il vento interno è il Fegato: parliamo di un organo particolarmente yang, la cui energia è molto dinamica e con una tendenza verso l’alto. Il Fegato è chiamato anche il “magazzino del sangue” per la sua capacità di raccolta e smistamento di questa sostanza: quando però il sangue è deficitario (o nei casi vi sia un vuoto di yin a livello del Rene) il Fegato ne risente in maniera particolare con un’eccessiva risalita della sua energia.

 

La liberazione improvvisa dello yang di Fegato può generare sintomi che possono assumere anche una certa gravità: possono per esempio presentarsi cefalea, capogiri, viso e occhi arrossati, vista confusa, tinniti, irritabilità, palpitazioni con ansia, contrazioni e spasmi muscolari, ma si può arrivare anche a vomito, tremori agli arti, perdita di coscienza, convulsioni, paralisi facciale, afasia e ictus.

 

La veloce risalita dello yang, accompagnata da un eccessivo e tempestivo movimento verso la testa di sangue ed energia sono quindi l’origine di queste gravi condizioni. La medicina cinese può essere di grande aiuto al fine di riequilibrare in tempi brevi l’energia del Fegato e del Rene attraverso l’agopuntura, il tuina (un antico massaggio cinese) e l’utilizzo di erbe specifiche che possono ridurre o evitare il rischio di queste gravi manifestazioni.

Sicuramente prevenire è la miglior soluzione e oltre ai trattamenti mirati descritti pocanzi, possiamo comunque prenderci cura del nostro sistema energetico attraverso un’attenzione al nostro stile di vita e alla nostra alimentazione. Nello specifico le azioni più utili che potremmo mettere in atto per difenderci dal vento esterno e prevenire il vento interno, sono le seguenti:

 

  • praticare una ginnastica energetica (come il qi gong): migliora la respirazione (avere una buona respirazione significa rinforzare il Polmone e dirigere in maniera ottimale il qi verso tutti i distretti corporei), e calma altresì l’energia del Fegato;
  • dedicarsi ad un’attività sportiva (adeguata alla propria età e condizione fisica) è di grande aiuto per sostenere le difese immunitarie poiché con la sudorazione si espellono le tossine in eccesso, si ottimizza la circolazione energetica, si tonifica il Polmone e si scaricano le tensioni emotive (Fegato);
  • vestirsi in modo adeguato in base alla stagione: mantenersi ben caldi in inverno e proteggersi dai vari fattori climatici significa sostenere la nostra energia difensiva ed essere meno esposti all’invasione del vento esterno;
  • curiamo il sonno, ossia il momento in cui il sangue torna al Fegato e tutto il sistema si rigenera dopo le ore di attività diurne: evitiamo di andare a dormire dopo la mezzanotte e sosteniamo eventualmente il sonno con tisane rilassanti;
  • nella nostra alimentazione non dimentichiamoci cibi importanti per il sangue: bacche di goji, semi e frutta oleosa, pesci, miglio, lenticchie, rape rosse, frutti di bosco, avocado, uva, farro, uova, miele, pappa reale, sono tra gli alimenti più utili in caso di deficit di sangue;
  • evitare il fumo e l’eccessivo consumo di alcolici e caffè: sembra un consiglio banale ma queste abitudini con il tempo aumentano il calore interno, stimolano in maniera eccessiva il Fegato, ledono il Rene e consumano i liquidi: combinazioni che purtroppo favoriscono e alimentano il vento interno.

 

Le informazioni riportate hanno solo scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono in alcun modo pareri di medici e specialisti in caso di patologie; inoltre non intendono in nessun modo fornire suggerimenti per l'autocura: si consiglia sempre di rivolgersi ad un consulente esperto per trattamenti di qualunque genere.


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