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06 Maggio 2019

Il digiuno secondo la medicina cinese

Molti popoli, così come diverse religioni, ritengono il digiuno un atto assolutamente necessario per mantenersi vitali e ritrovare il benessere.

Negli ultimi anni anche in Occidente è stato dato grande risalto a questa pratica: molti libri sono stati scritti a riguardo e diversi terapeuti o operatori del benessere lo consigliano almeno una volta all’anno come mezzo di grande purificazione fisica e riequilibrio dell’intero sistema.

 

La medicina cinese considera il digiuno un metodo estremo, esattamente come lo è l’abbuffarsi o il nutrirsi in maniera eccessiva rispetto alla propria condizione fisica ed energetica. Non va quindi sottovalutato per i suoi effetti potenzialmente dannosi, ma nemmeno escluso a priori qualora si verifichino alcune condizioni.

 

Secondo la medicina cinese il digiuno è una pratica che tende a diminuire yang e qi: solitamente infatti sentiamo la necessità di mangiare durante il giorno (fase yang), quando ci dedichiamo al lavoro, allo sport e le funzioni psichiche e mentali sono alla loro massima attività. Il sistema energetico sente il bisogno di essere sostenuto e tonificato e questo avviene in maniera importante attraverso l’assunzione di cibo e bevande. Di notte invece (fase yin) il sistema necessita di riposo, lo stomaco riduce la sua attività e possiamo tranquillamente fare a meno del cibo per circa 10/12 ore consecutive.

In una condizione dove però lo yang ha preso il sopravvento, manifestandosi con un eccesso di calore nel corpo (che potremmo associare ad infiammazioni, ipertensione, insonnia, infezioni, acidosi, catarri, esantemi, obesità da calore-umidità, ecc…) effettuare un digiuno può essere benefico: il sistema infatti, non essendo più supportato dal cibo e dalle fasi digestive e metaboliche, tenderà velocemente a riportare lo yang in equilibrio con il risultato di una purificazione del calore e quindi ad una risoluzione (o miglioramento) dei processi infiammatori.

 

Ma proprio per il suo effetto estremo sullo yang, non bisogna sottovalutare gli effetti che un digiuno può causare al sistema:

il cibo rappresenta infatti una fonte preziosissima per sostenere le risorse post natali e il jing, la quintessenza vitale responsabile di longevità, salute e vitalità.

Durante un digiuno prolungato l’organismo accede proprio a queste risorse per poter continuare a mantenersi attivo e lucido: in questo periodo c’è chi sperimenta spesso un’aumentata lucidità mentale, una maggiore energia e forza e ciò accade proprio per effetto dell’utilizzo da parte dell’organismo di queste sostanze così pure e preziose.

 

Queste risorse però non sono illimitate, pertanto tale processo potrebbe comportare un consumo precoce dell’energia renale, andando così incontro nel tempo ad un maggior senso di affaticamento, stanchezza psico-fisica ed invecchiamento precoce. Yang e qi si ledono e l’organismo entra più facilmente in stress.

I digiuni quindi, specie se prolungati, vanno attentamente ponderati e preparati con terapeuti esperti, tenendo conto non solo del proprio stato fisico, ma anche delle attività diurne che durante un digiuno è bene calcolare e limitare il più possibile per non sprecare ulteriori energie preziose.

Al di fuori dunque di casi particolari, il digiuno in medicina cinese non è una pratica che desta grande entusiasmo: soprattutto nei soggetti che già manifestano quadri da deficit (come per esempio stanchezza, sonnolenza, poca vitalità, pallore, freddolosità, magrezza, capelli fragili, ecc.) il digiuno sarebbe da evitare poiché il cibo rappresenta una risorsa importantissima per mantenere il sistema efficiente.

 

Il digiuno intermittente

I cinesi amano l’equilibrio e se proprio volessimo osservare un periodo di digiuno potremmo valutare il cosiddetto digiuno intermittente, una pratica che sta riscuotendo diversi consensi anche in ambito medico-scientifico. E' anche conosciuto come "digiuno 16/8" poiché si tratta di concentrare i pasti all'interno di una fascia oraria di 8 ore, lasciando così il corpo a digiuno per le restanti 16 ore. Alcuni consigliano di eliminare la colazione e non la cena (viste le abitudini attuali in cui si tende ad avere meno tempo da dedicare al primo pasto del giorno e a riunirsi invece alla sera): dal punto di vista della medicina orientale questa variante non è però consigliata!

 

711b92632ce8a64008b55aed795060f3Rispettando infatti l’orologio biologico e le fasi yin e yang della giornata, questo tipo di digiuno dovrebbe prevedere pasti tonificanti, più abbondanti e sostanziosi a colazione e a pranzo, associando (possibilmente) durante il giorno anche un’attività fisica in modo che l'energia yang dell'organismo sia sostenuta e tonificata. La cena invece dovrebbe essere eliminata inserendo solo acqua o tisane non dolcificate: in questo modo il corpo e il metabolismo entrano in una fase di riposo più prolungato (energia yin) e il sistema ha una capacità maggiore di disintossicarsi e depurarsi in profondità.

Si tratta quindi di un metodo più dolce del digiuno prolungato e che è possibile seguire anche come stile alimentare quotidiano permettendo comunque all'intero sistema di raggiungere un notevole benessere senza generare eccessivo stress.

Va comunque ribadito che qualunque tipo di digiuno va valutato con coscienza e con la collaborazione di uno specialista poiché per alcuni soggetti tali pratiche sarebbero comunque da evitare.

 

 

Le informazioni riportate hanno solo scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono in alcun modo pareri di medici e specialisti in caso di patologie; inoltre non intendono in nessun modo fornire suggerimenti per l'autocura: si consiglia sempre di rivolgersi ad un consulente esperto per trattamenti di qualunque genere.


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