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07 Luglio 2019

Intestino pigro: cause e consigli secondo la medicina cinese

Soffrire di rallentamento del transito intestinale è una condizione molto comune e durante l’arco della vita non sono così rari i momenti più o meno lunghi in cui “liberarsi” può essere davvero un’impresa.

 

Quando si parla di intestino pigro si fa riferimento ad una serie di condizioni in cui l’evacuazione avviene in maniera irregolare (a volte anche dolorosa) e le feci sono dure e difficili da espellere. Il tutto spesso accompagnato anche da un’altra serie di sintomi come gonfiore, senso di pienezza, crampi addominali, nausea o inappetenza per mancato svuotamento intestinale.

Statisticamente ne soffrono in misura maggiore gli anziani e le donne, specialmente nei giorni che precedono le mestruazioni, durante la gravidanza e subito dopo il parto. Ma anche cambiamenti improvvisi nella propria alimentazione, viaggi, eccessiva stanchezza fisica, assunzione di farmaci, sono solo alcuni dei validi motivi che possono portare l’intestino ad andare in tilt.

 

Le linee guida occidentali parlano di intestino pigro quando la defecazione avviene con una frequenza inferiore alle 2/3 volte a settimana e se con un occhio all’alimentazione e uno all’attività fisica la condizione può risolversi nella maggior parte dei casi, non è da escludersi la necessità di un consulto medico qualora non vi siano miglioramenti o la condizione persista per un lungo periodo.

 

Qual è il parere della medicina cinese?

In medicina cinese comprendere l’attività intestinale è uno degli aspetti fondamentali per una corretta analisi energetica. La situazione ideale prevede che l’evacuazione avvenga una o (massimo) due volte al giorno, con feci dalla consistenza né dura né troppo molle, formate ed emesse senza troppo sforzo né dolore.

Qualora il soggetto riferisca una motilità scarsa e difficoltosa la medicina cinese suggerisce diversi quadri che in base alle caratteristiche emerse possono essere considerati da eccesso oppure da deficit. Vediamo di seguito i casi più frequenti.

 

Stipsi da eccesso

  • STASI DI QI DI FEGATO: l’evacuazione è difficile perché trattenuta da una stasi energetica, la peristalsi quindi è bloccata e si avverte gonfiore addominale e pienezza accompagnate da dolore e/o crampi; le feci ristagnando nell’intestino risultano dure e asciutte. Si tratta di una condizione molto comune nella fase premestruale quando il qi del fegato entra in un momentaneo ristagno energetico causando anche fenomeni come nervosismo, malumore e dolore/distensione al seno. E’ un quadro spesso causato da stress, conflitti irrisolti, forte emotività e sedentarietà: fare più esercizio fisico all’aperto, dedicarsi a ginnastiche energetiche e ricavarsi dei momenti in cui poter svolgere attività rilassanti sono di beneficio.
  • CALORE NEGLI INTESTINI: alimentazione scorretta, fumo, troppi alcolici e/o caffè sono tra le cause principali. Si genera un calore che si accumula in stomaco e intestini asciugando eccessivamente i liquidi: ne deriva una defecazione accompagnata da bruciore/gonfiore anale con feci secche per mancanza di liquidi utili ad umidificarle. Correggere l’alimentazione consumando cibi più rinfrescanti e umidificanti (vegetali sia cotti che crudi, miele, ricotta, yogurt, semi di lino e chia, legumi…), bere di più e limitare carni rosse, fumo, caffè e alcol possono notevolmente migliorare la situazione.
  • STASI DI CIBO: consumare cibo in maniera troppo veloce e frettolosa e fare pasti troppo abbondanti (alzandosi da tavola sempre troppo pieni…) può portare ad un mancato svuotamento dello stomaco con sensazione di pienezza, distensione, dolore, rigurgiti, alitosi, nausea e così pure stitichezza per stasi energetica a livello di stomaco e intestini. In questo caso quindi è bene moderare le quantità di cibo consumato e fare più movimento (specialmente una passeggiata dopo i pasti è l’ideale).

 

  • ECCESSO DI FREDDO INTERNO: è una condizione provocata spesso da un consumo eccessivo di alimenti e bevande di natura termica fresca e fredda o da un attacco di freddo esterno (clima, celle frigorifere…); si avverte un dolore addominale con sensazione di freddo all’addome che può bloccare l’intestino rendendo difficoltosa la defecazione anche per più giorni. Aggiungere spezie piccanti e bere tisane calde apporta ottimi benefici.

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Stipsi da deficit

 

  • DEFICIT DI SANGUE: il deficit di sangue può essere determinato da diversi fattori (età avanzata, alimentazione scarsa, post parto, mestrui abbondanti, interventi chirurgici, emorragie…); il sangue in medicina cinese fa parte del comparto yin ed è strettamente legato ai liquidi: un suo deficit può spesso causare feci secche e difficili di espellere. In questo caso è consigliabile introdurre nell’alimentazione frutti rossi, lenticchie, miele, pinoli, pere, semi di lino, sesamo, uova e carni rosse.
  • DEFICIT DI YANG DI RENE: un quadro che è accompagnato da uno o più di queste condizioni: astenia, lombalgia, pallore, poca vitalità, ginocchia deboli/doloranti, impotenza, poliuria chiara, freddolosità (gli anziani rientrano spesso in questo quadro per la fisiologica diminuzione dell’attività energetica del rene). La defecazione avviene difficilmente per mancanza di sufficiente energia in grado di attivare la peristalsi. Crostacei, legumi e frutta secca/oleosa sono alimenti che aiutano a sostenere e tonificare lo yang di Rene.
  • DEFICIT DI YIN DI STOMACO/INTESTINI: alimentazione irregolare (quantità e ritmi), consumare troppi cibi secchi/asciutti/salati, mangiare di fretta e masticando poco, cenare tardi la sera: sono tra le principali cause di una condizione in cui lo stomaco e gli intestini possono manifestare secchezza e scarsità di umidificazione. Ne conseguono stipsi con feci secche e dolore all’epigastrio. Può essere utile quindi mangiare più frutta e verdura, bere di più e consumare il cibo con più calma.

 

Ricorrere ai lassativi è utile?

L’impiego di lassativi (sia chimici che naturali), clisteri o supposte dovrebbe avvenire in maniera consapevole. E’ prima di tutto consigliato capire se effettuare variazioni alla propria alimentazione, stile di vita o attività fisica (in base ai quadri sopra descritti) rappresentano già di per sé la soluzione. I rimedi che forzano la peristalsi possono dare solo un sollievo immediato, ma il loro uso non va a risolvere il quadro alla base e a volte non sono esclusi peggioramenti della condizione. Anche le erbe lassative non sono da sottovalutare: solo perché sono naturali non è infatti consigliato abusarne! La funzionalità intestinale potrebbe deteriorarsi e i tessuti irritarsi, pertanto è sempre bene farne un uso responsabile e chiedere preventivamente il parere di un professionista.

 

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Le informazioni riportate hanno solo scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono in alcun modo pareri di medici e specialisti in caso di patologie; inoltre non intendono in nessun modo fornire suggerimenti per l'autocura: si consiglia sempre di rivolgersi ad un consulente esperto per trattamenti di qualunque genere.

 


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