Cura con la medicina, guarisci con il cibo
Slider
18 Settembre 2019

La curcuma: caratteristiche, proprietà e controindicazioni secondo la dietetica cinese

Una delle spezie che negli ultimi tempi sta riscuotendo un grande successo per le proprietà che la scienza le attribuisce, è la curcuma longa.

Ma è davvero una panacea per tutti i mali? Può essere consumata proprio da tutti?

 

Originaria dell’Asia sud orientale dove da millenni trova largo impiego nelle ricette tradizionali indiane e asiatiche, la curcuma (conosciuta anche come curcuma longa, o zafferano delle indie, o turmerico) è una pianta perenne dalla cui radice si ricava la coloratissima polvere, che oltre a essere l’ingrediente principale del curry, è ben utilizzata anche nel settore tessile come colorante, o come additivo alimentare per conservare i cibi dal loro degrado (indicata dalla sigla E100).

La medicina ayurvedica ne ha da sempre elogiato le proprietà antisettiche e antiossidanti, classificandola come alimento piccante, astringente e amaro e fungendo da riequilibrante per i tre dosha, ossia le tre diverse tipologie energetiche che secondo l’ayurveda contraddistinguono tutti gli individui.

 

La visione occidentale negli ultimi anni si è concentrata in maniera particolare sulle sostanze più attive della curcuma, ossia i curcuminoidi che sembrerebbero avere un ruolo importante sull’inibizione dei tumori, la riduzione dello stato infiammatorio, la prevenzione di malattie degenerative come l’Alzheimer e il miglioramento del flusso e della quantità di escrezione biliare.

 

Ma qual è la visione secondo la Medicina Cinese?

La particolare attenzione che gli antichi orientali per lungo tempo hanno riservato agli effetti degli alimenti sull’organismo, ha permesso una classificazione attenta e precisa anche nei confronti della curcuma. Nello specifico la curcuma è inquadrata come spezia dalla natura termica tiepida e dal sapore principalmente piccante e in parte anche amaro.

A livello di sistemi energetici, la curcuma dirige i suoi effetti specialmente su Milza/Pancreas, Stomaco e Fegato svolgendo specifiche azioni sull’organismo.

 

Una delle sue principali funzioni è quella di rompere le stasi a livello del sangue: questa definizione in medicina cinese si riferisce soprattutto a condizioni quali per esempio dismenorree o amenorree, quando cioè il sangue non essendo sufficientemente dinamizzato dall’energia del fegato, tende a ristagnare generando mestrui dolorosi con coaguli o addirittura assenza di flusso.  Ma le stasi di sangue si verificano spesso anche in presenza di ferite o traumi contusivi in cui emergono ematomi o gonfiori localizzati, o nelle situazioni più importanti in cui compaiono dolori acuti e trafittivi che possono essere percepiti a livello toracico, addominale o epigastrico.

In tutte queste situazioni la curcuma agisce efficacemente muovendo e dinamizzando sia il sangue che il qi e migliorando dunque sia la condizione fisica che i disagi più o meno intensi che ne conseguono.

saffron 454327 1280

 

Inoltre il suo potere riscaldante, unito alla sua capacità mobilizzante, la rendono altrettanto utile qualora i ristagni di sangue o anche energetici (stasi di qi), siano determinati dai patogeni umidità e vento. L’umidità è infatti una sostanza pesante e torbida che all’interno dell’organismo può generare una serie di malesseri più o meno importanti (per approfondire vai all’articolo: “L’umidità interna e il suo ruolo nelle malattie in medicina cinese) e se combinata con il vento, diventa il presupposto per dolori muscolari, artralgie e raffreddori.

La curcuma in virtù della sua natura termica tiepida e il potere dinamizzante si rivela quindi un ottimo alleato al fine di disostruire i canali energetici da tali patogeni e riattivando una corretta circolazione soprattutto se assunta ai primi sintomi: specialmente durante la stagione invernale infatti la curcuma può essere una valida spezia da utilizzare come rimedio per i malanni stagionali al loro esordio.

 

I dosaggi consigliati ai fini terapeutici sono di circa 2-3 grammi al giorno qualora si utilizzi la polvere essiccata, oppure di 8-9 grammi al giorno nel caso di radice fresca. In entrambi i casi per un maggior assorbimento, è consigliabile associare un pizzico di pepe nero.

 

Ma attenzione…

stop 1207069 1280Come tutti gli alimenti anche per la curcuma va prestata l’adeguata attenzione: avendo un effetto particolarmente mobilizzante, questa spezia non va consumata nel caso vi siano in corso emorragie o flussi mestruali abbondanti; non assumerla inoltre durante cure con farmaci anticoagulanti, in presenza di calcoli alla cistifellea (in quanto la sua azione sul sistema Fegato-Vescicola Biliare ne stimola l'attività potendo generare coliche), gastralgie legate a calore/fuoco, ulcere oppure in gravidanza per il suo effetto dinamizzante a livello dell’utero.

 


Potrebbe interessarti anche:

Zenzero e limone...una coppia famosa ma non adatta a tutti

Influenza: le sue fasi e i cibi più indicati per agevolare la guarigione

Vota questo articolo
(3 Voti)

Scrivimi per informazioni

Le attività svolte durante gli incontri non sono di natura sanitaria. L'alimentazione energetica cinese non sostituisce diete prescritte da personale medico, nutrizionisti o dietisti in caso di patologie. 

 

  

Dichiaro di aver preso visione dell'Informativa privacy resa ai sensi dell'Art. 13 Regolamento Europeo 679/2016, e di rilasciare il consenso al trattamento dei dati personali

Powered by Riweb - Rimini Web Agency  login