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22 Ottobre 2019

La Secchezza: l’energia cosmica dell’Autunno

In Medicina Cinese ogni cambiamento stagionale è legato ad un’energia cosmica, ossia un’energia climatica a cui l’uomo dovrebbe essere in grado di adattarsi naturalmente. Tale adattamento presuppone però una serie di fattori che non sempre coesistono in maniera armonica, come per esempio l’aver un buon equilibrio interno che permette di reagire ai cambiamenti stagionali, e un graduale passaggio climatico senza brusche e repentine variazioni di temperatura.

 

Quando le energie climatiche diventano estreme, esse possono diventare vere e proprie cause di malattia, colpendo l’organismo e comportandosi come patogeni aggressivi.

La Medicina Cinese riconosce sei energie climatiche che possono diventare eccessive per l’uomo e tra queste vi è la Secchezza.

 

Altre due energie sono già state trattate in precedenti articoli: l’Umidità (vedi L’umidità interna e il suo ruolo nelle malattie) e il Vento (vedi Il vento come causa di malattia in medicina cinese).

 

La secchezza è tradizionalmente associata al Metallo (che rappresenta la forma indurita, condensata e compiuta della terra) e all’Autunno anche se alle nostre latitudini può apparire un po’ strano poiché questa stagione è spesso umida e caratterizzata da piogge: tale associazione deriva infatti da ciò che si osservava nelle regioni a Nord dell’Impero Cinese dove il clima, con il finire dell’estate, diventava effettivamente più secco.

A prescindere da come si presenti il clima sul nostro territorio, è comunque vero che la secchezza rappresenta un fattore climatico particolarmente lesivo per l’energia di Polmone-Intestino Crasso, il sistema protagonista della stagione autunnale.

 

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Il Polmone è l’organo che per svolgere pienamente le sue funzioni necessita di una buona umidificazione: in questo modo l’energia può essere diffusa correttamente, i liquidi possono essere trasportati verso il basso, così come la pelle e i peli (parti del corpo strettamente connesse al Polmone) possono essere adeguatamente lubrificate e nutrite.

Se il Polmone rimane esposto eccessivamente alla secchezza ne deriva un disequilibrio a carico dei liquidi: i classici sintomi possono essere raucedine, gola secca, tosse stizzosa (che può scatenarsi anche con piccoli sforzi o in ambienti chiusi e secchi), naso irritato e screpolato.

 

Generalmente i sintomi possono suggerire anche quali sono le combinazioni di patogeni che determinano un particolare disturbo: per esempio una secchezza legata al calore (tipica dell’inizio della stagione autunnale) può portare più facilmente a mal di gola con difficoltà a deglutire e/o febbre con sudorazione, mentre una secchezza legata al freddo (che solitamente preannuncia il passaggio con l’inverno) è più comune nei disturbi quali dolori articolari, cefalea e febbre con avversione al freddo.

 

Tutte queste manifestazioni sono quindi legate ad uno specifica energia climatica che dall’esterno invade l’interno (si parla infatti di secchezza esterna), ma è possibile sviluppare anche una secchezza interna.

Si tratta di una condizione che si genera in profondità e in cui possono ledersi liquidi e sangue con conseguenze a diversi distretti corporei. Emorragie, diarree o vomito che perdurano nel tempo, febbri elevate, sudorazione eccessiva, possono generare quella che in Medicina Cinese è conosciuta come “deficit di yin”.

Per esempio manifestazioni come pelle secca e fissurata, mestrui scarsi, occhi irritati e asciutti, calore ai palmi di mani e piedi, febbricola nel tardo pomeriggio, sudorazione notturna, zigomi rossi, feci secche difficili da evacuare, urine scarse, capelli sfibrati e secchi, ecc. possono essere spie di un deficit di yin a carico di Polmone, Intestino Crasso, Fegato o Rene a seconda del quadro energetico che ne emerge.

 

Come si può intervenire?

Erbe e agopuntura possono essere di grande aiuto nel ripristinare l’equilibrio, ma anche l’alimentazione è un’ottima alleata.

Alcuni cibi sono particolarmente specifici per far fronte ad una condizione di secchezza: pere, pinoli, mandorle, olio di sesamo, olio di borraggine, olive, patate, grano integrale, kamut, latticini, carne di coniglio e anatra, frutti rossi e uvetta esercitano un’azione di nutrimento a livello di liquidi (e alcuni anche a livello di sangue) risultando quindi ottimali in una condizione di secchezza sia esterna che interna.

                                                                                                                            

Nel Cielo è il secco,

sulla Terra è il metallo,

nelle strutture corporee è la pelle e i peli,

negli zang è il Polmone,

negli aspetti colorati è il bianco

nelle note musicali è la nota shang,

nei suoni è il singhiozzo,

nei movimenti reattivi ad una alterazione è la tosse,

negli orifizi è il naso,

nei sapori è l’acre,

nei voleri è l’abbattimento.

L’abbattimento reca danno al Polmone. (…)

- Suwen, cap. 5 -

 


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