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30 Ottobre 2019

Le varietà di tè e le indicazioni secondo la medicina cinese

E’ uno dei più antichi infusi di cui l’uomo abbia memoria e in alcune culture, specialmente cinesi e giapponesi, la sua preparazione è considerata ancora oggi un vero e proprio rito a cui dedicare cura, tempo e attenzione: parliamo del tè. 

 

Anche in Occidente il tè è ancora oggi molto apprezzato e in ambito scientifico gli sono riconosciuti preziosi benefici: in particolare ad essere oggetto di grande attenzione è il tè verde, ricco di antiossidanti in grado di contrastare tumori, malattie cardiovascolari e ictus. Nei Paesi dove infatti il consumo di tè è abituale e quotidiano l’incidenza ad ammalarsi di queste patologie risulta essere inferiore.  

Eppure in Occidente quando si parla di tè ci si limita a distinguere quello nero da quello verde, ignorando le diverse varietà che si possono ricavare a partire dalla stessa pianta (Camelia sinensis):  

sono infatti i vari processi di lavorazione delle foglie che danno origine alle sei tipologie di tè, ognuna della quali possiede specifiche caratteristiche organolettiche e diverse virtù terapeutiche. 

 

Quale tipo di tè è meglio bere?  

Se per molti la scelta di un tipo o di un altro potrebbe essere determinata da un puro gusto personale o dalla moda del momento, per la Medicina Cinese è importante che la scelta venga orientata in base alla costituzione energetica della persona, alla luce delle caratteristiche intrinseche che ogni varietà presenta. 

Il tè quindi dovrebbe essere scelto in base alla condizione (anche momentanea) in cui ci si trova, anche semplicemente osservandoci e cercando di comprendere quale equilibrio ha il nostro sistema chiedendoci per esempio se siamo più freddolosi o calorosi, se preferiamo una bevanda calda o al contrario più fredda, se il nostro stomaco brucia o se la digestione è rallentata, se siamo spesso stanchi o se invece siamo attivi mentalmente anche di notte. 

Ogni varietà di tè ha infatti una sua natura termica, ossia un’energia in grado di spostare il nostro equilibrio interno più verso il freddo o più verso il caldo. Per fare qualche esempio: se prevale in noi la freddolosità, la stanchezza, i dolori alle ginocchia o alla zona lombare, il gonfiore post prandiale, le urine abbondanti e chiare o i dolori muscolari, dovremmo orientarci verso le varietà di tè più calde; al contrario i tè più neutri e rinfrescanti sono maggiormente indicati qualora si soffra di gastralgie, stress, insonnia, abbondante sudorazione, dermatiti, diabete, colesterolo alto, occhi irritati o mucose secche. 

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Di seguito vediamo allora quali sono le sei varietà di tè e le loro principali caratteristiche: 

  • TE’ NERO (hong cha): in Occidente lo conosciamo come tè nero anche se la vera traduzione di questa varietà è letteralmente “tè rosso”.  E’ l’unica varietà di tè che subisce una fermentazione completa; le foglie appena raccolte vengono fatte essiccare più volte e fatte fermentare a 30°C per circa due ore al fine di bloccare i processi enzimatici e di portare le foglie ad un grado di umidità inferiore al 5%. Gli aspetti biomedici gli riconoscono una buona dose di vit. C ed E, oltre a essere utile per stimolare la microcircolazione, regolarizzare i lipidi nel sangue e proteggere il sistema cardiovascolare; è ricco di teina che lo rende un buon energizzante. Per la medicina cinese si tratta di una varietà con una natura termica tra il caldo e il tiepido ed è indicato per stimolare i processi digestivi, neutralizzare gli effetti dell’alcool, contrastare la diarrea e la stanchezza fisica, promuovere la diuresi e drenare gli edemi. Tra le varietà più famose troviamo il Ceylon (dallo Sry Lanka), l’Earl Grey a cui si aggiunge l’essenza di bergamotto e l’Assam che costituisce il famoso English Breakfast Tea.

 

  • TE’ PU-ERH (hei cha): pregiato tè derivante dalla provincia cinese dello Yunnan, questa varietà è da noi conosciuta come tè rosso; la lavorazione delle foglie è piuttosto lunga e prevede diversi passaggi (dalla stagionatura che può richiedere diversi mesi, alla pressatura) che lo portano a essere classificato come tè post fermentato. Il sapore che ricorda molto la terra può variare in base alla stagione di raccolta delle foglie che avviene solitamente in primavera poiché ne deriva un sapore più pregiato. Particolarmente utile nelle dislipidemie e nei casi di obesità, questa varietà è meno carica di teina rispetto al tè nero. La natura termica attribuita dalla medicina cinese è tiepida

 

  • TE’ BIANCO (bai cha): si tratta di una varietà molto pregiata e poco fermentata; è tipico della provincia cinese di Fujian. Il nome deriva dal fatto che a essere raccolte non sono le foglie della Camelia ma solo i suoi germogli ancora chiusi e ricoperti da una lanuggine bianca. Ha un sapore delicato e leggero e la preparazione consigliata prevede un’infusione di circa 10 minuti. Ottimo tè per chi ha problemi di sovrappeso/obesità, la medicina cinese gli attribuisce una natura termica tiepido-neutra

 

  • TE’ OOLONG (quing cha): conosciuto anche come wulong (che tradotto significa “drago nero”) è un tè semi-fermentato che a seconda dal grado di ossidazione può variare il sapore da floreale a note che ricordano la frutta cotta. Anche il colore dell’infusione (da verde a rossa) varia a seconda della lavorazione. E’ piuttosto ricco di calcio, potassio e magnesio e come il tè verde, è un ottimo antiossidante. La natura termica attribuita a questa varietà è neutra

 

  • TE’ VERDE (lu cha): è l’unica varietà a non subire alcuna fermentazione; le varietà di tè verde sono tantissime: ne sono infatti prodotte oltre 500 con caratteristiche differenti a seconda dell’altitudine, del suolo e delle condizioni generali di crescita. Tra i più famosi troviamo quelli giapponesi come il tè bancha (particolarmente adatto per i bambini perché praticamente privo di teina ma con una quantità di calcio superiore ai latticini), il matcha molto utilizzato nelle cerimonie del tè, il sencha con un sapore piuttosto pungente e il kukicha ottenuto dai piccoli rametti tostati della Camelia; ricchissimo di flavonoidi dall’alto potere antiossidante, il tè verde è anche un ottimo antimicrobico e rispetto al tè nero contiene anche vitamine del gruppo B. Di natura termica più fresca il tè verde è ottimo per purificare il calore interno e quello estivo.  

 

  • TE’ GIALLO (huang cha): si tratta di un tè semi-fermentato la cui lavorazione che prevede un riposo sotto un panno ad alto tasso di umidità seguito da un’essiccatura, gli conferisce una colorazione giallognola. E’ poco conosciuto ma molto pregiato e costoso; la teina è presente in piccole quantità e il suo gusto è piuttosto dolce e morbido. Molto utile per contrastare i problemi alla vescica, la medicina cinese gli conferisce una natura termica rinfrescante, risultando utile per i problemi digestivi caratterizzati da gastralgie e acidità.  

 

Alcuni consigli per la preparazione 

Per evitare di annullare gli effetti benefici del tè è possibile seguire alcune accortezze: 

  • Non portare mai a bollore l’acqua, ma cercare di mantenerla a circa 75°-80°C, soprattutto per il tè verde, particolarmente delicato;
  • Scegliere un tè sfuso rispetto al filtro con tè polverizzato è sempre la soluzione migliore poiché la frantumazione può danneggiarne la qualità;  
  • Due o tre minuti sono il tempo ideale di infusione (a parte i tè bianchi che necessitano di circa 7/10 minuti); 
  • Se si acquista il tè sfuso la dose per tazza dovrebbe essere di circa 2 grammi; 
  • Meglio riporre il tè in un luogo lontano da fonti di luce, umidità, e calore. 

 

Come si svolgeva il rito della preparazione del tè in Oriente

 

 

Le informazioni riportate hanno solo scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono in alcun modo pareri di medici e specialisti in caso di patologie; inoltre non intendono in nessun modo fornire suggerimenti per l'autocura: si consiglia sempre di rivolgersi ad un consulente esperto per trattamenti di qualunque genere. 


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