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04 Dicembre 2019

Intolleranze alimentari: come sono viste in medicina cinese?

Negli ultimi anni di tutte le teorie che sono nate in tema di nutrizione e malattie, le intolleranze alimentari hanno sempre rappresentato un tema piuttosto famoso. Colpevoli (o presunte tali) di malattie e disturbi cronici che affliggono milioni di persone, i test per comprendere quali cibi possono crearci reazioni avverse sono diversi (ma non tutti affidabili).

 

E’ importante inoltre non fare confusione tra allergia e intolleranza verso un dato alimento poiché la prima è una reazione violenta dell’organismo che si innesca pochi istanti dopo aver consumato una sostanza che il sistema immunitario riconosce come tossica: orticaria, gonfiore di lingua/gola, problemi respiratori anche gravi, emicrania, nausea, diarrea sono i segni più comuni di un’allergia alimentare.

Un’intolleranza invece non necessariamente crea disturbi immediati, i sintomi non mettono a rischio la vita della persona, ma si generano disagi fisici ad ampio spettro (dalle disbiosi alla depressione o instabilità emotiva, dalle dermatiti alle cefalee) che possono peggiorare la qualità della vita.

 

“Tutte le malattie hanno origine nell’intestino” (Ippocrate-460-370 a.C.)

 

Tutta una questione di yin e yang

In medicina cinese il concetto di intolleranza alimentare di per sé non esiste. Piuttosto è necessario comprendere meglio come la medicina cinese interpreta l’attività digestiva per poi arrivare a quello che dà origine a quelle comunemente conosciute come intolleranze alimentari.

Il primo sistema deputato alla digestione è la coppia Milza/Pancreas - Stomaco: mentre lo Stomaco ha il compito di ricevere il cibo che trasformerà in un miscuglio semiliquido, Milza/Pancreas ha il compito di convogliare le sostanze più pure e raffinate verso Cuore e Polmone (per la formazione di qi e sangue), mentre le sostanze più impure verranno inviate verso il basso.

 

Il primo viscere a ricevere la parte impura è l’Intestino Tenue. Anche questo a sua volta compie un ulteriore trasformazione delle sostanze: le più pure saranno assorbite, mentre lo scarto concorrerà a formare feci e urine nella fase finale del processo.

Se qualcosa però va storto ecco che il processo di trasformazione si altera con segni evidenti per l’organismo. Per la medicina cinese è quindi importante comprendere quale organo non sta svolgendo bene il suo lavoro poiché un suo disequilibrio andrà a influenzare anche il sistema successivo che è direttamente collegato a distretti non necessariamente correlati ad un organo digerente (come cistiti, cefalee, prurito alla pelle…).

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Inoltre l’alterazione potrebbe coinvolgere anche solo una delle attività svolte da un organo/viscere: per esempio qualora si presentasse gonfiore e dolore addominale, la causa potrebbe dipendere da un transito inefficiente delle sostanze da parte dell’Intestino Tenue, oppure feci molli o diarrea nel caso sia la fase di trasformazione di Milza a risultare deficitaria.

 

La natura energetica di ogni alimento porterà così a peggiorare o migliorare una condizione di disequilibrio iniziale: per esempio i latticini che risultano più impegnativi da trasformare per Milza possono generare fenomeni di diarrea se tale sistema non è particolarmente tonico, oppure la natura calda dei crostacei in un sistema in cui vi è già presente troppo fuoco a carico del Fegato potrebbe peggiorare per esempio le dermatiti o i mal di testa; i farinacei, altri cibi piuttosto umidificanti possono essere mal tollerati da un Intestino Tenue che stenta nell’attività di transito, generando gonfiori e ristagni su diversi livelli.

 

Per la medicina cinese quindi non si esclude a priori un alimento perché considerato intollerante, ma si cerca di comprendere qual è il sistema che non sta funzionando correttamente e solo a quel punto si andrà a limitare (o escludere per un certo periodo di tempo) un determinato alimento che ne peggiorerebbe la condizione. Al contempo si andrà a rinforzare l’attività energetica del sistema in esame attraverso ulteriori strumenti come per esempio agopuntura, moxa, coppettazione o erbe medicate, ecc. al fine di ripristinare l’equilibrio perduto.

 


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