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06 Febbraio 2020

Stanchezza e astenia: le cause in Medicina Cinese

Cali di energia e di attenzione, svogliatezza, sonnolenza, poca concentrazione, ansia: sintomi piuttosto comuni che spesso possono presentarsi in determinati periodi dell’anno, nelle ore pomeridiane oppure già al mattino, complici o meno di un cattivo riposo, di uno stile di vita troppo intenso, stress, cattiva alimentazione…

 

Le ragioni per cui possono verificarsi periodi di stanchezza psicofisica possono davvero essere tanti ma la cosa certa è che tale condizione si verifica quando il nostro organismo si sente al limite. Un fenomeno quindi che dovremmo prendere come campanellino d’allarme e che la Medicina Cinese, attraverso le sue osservazioni, può aiutarci a comprenderne meglio le caratteristiche per porvi rimedio.

Quando si manifestano stanchezza e astenia in Medicina Cinese, la prima cosa che si indaga è il qi:

se l’energia è in equilibrio e circola liberamente, il corpo non potrà manifestare spossatezza e poca vitalità.

 

Tale equilibrio potrebbe però risultare perturbato da uno squilibrio che coinvolge uno o più sistemi manifestando vari sintomi che se ben osservati, possono aiutarci a trovarne la causa. Ogni organo infatti può rivelare una “propria stanchezza” composta da emozioni o evidenze fisiche diverse.

Vediamo allora di seguito i quadri energetici più comuni che possono generare uno stato di astenia e le loro caratteristiche principali.

 

Deficit di Milza/Pancreas-Stomaco: l’indebolimento del sistema della Terra è all’origine della classica sonnolenza post prandiale, associata spesso a gonfiori addominali, feci molli, digestione rallentata ed eruttazioni frequenti. Si può manifestare già a metà mattina (ossia quando questi organi dovrebbero essere nel loro massimo vigore energetico) con senso di svogliatezza, poco vigore e voglia di stendersi. L’energia yang di Milza infatti potrebbe non essere sufficiente manifestando indebolimento, fatica a concentrarsi e frequente voglia di alimenti dolci. Potrebbero anche comparire palpitazioni, una leggera cefalea che passa dopo i pasti e un senso di vuoto allo stomaco proprio legato al calo energetico che Milza non riesce a compensare. L’alimentazione può giocare un ruolo chiave in questa situazione: per esempio fare colazioni abbondanti, calde e nutrienti (evitando latticini e cibi freddi come yogurt e frutta), introducendo più carni ed evitando cibi pronti, industrializzati e raffinati è la prima buona regola. Anche mangiare con calma e senza occuparsi d’altro è di notevole importanza.

 

Deficit di yang di Rene: il Rene è all’origine della vitalità. Se lo yang di Rene è indebolito la stanchezza che ne deriva può essere accompagnata da depressione, mancanza di motivazione e iniziativa, poca memoria, senso di testa vuota, apatia e calo di vitalità. Possono anche comparire paure eccessive e immotivate, mentre sul piano fisico ci si può sentire spesso infreddoliti, con dolori lombari e alle ginocchia, feci diarroiche e occhiaie scure sotto gli occhi. Il Rene indebolito si riflette anche sulla sfera sessuale: un calo della libido, impotenza e/o incontinenza possono accompagnare l’astenia da Rene. Si tratta di una stanchezza molto profonda che necessita di un intervento mirato (anche sul piano psicologico è molto utile lavorare) affinché il Rene possa tornare vitale. Dal punto di vista dell’alimentazione alcuni cibi possono essere di grande aiuto: carni rosse, crostacei, semi e frutta secca rappresentano i tonici per eccellenza del Rene.

 

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Stasi di qi di Fegato: non sempre la stanchezza deriva da quadri da deficit. Stress, rabbia, frustrazione e uno stile di vita con troppa frenesia e impegni possono portare l’energia del Fegato ad una stasi. Vi è un accumulo di tensione, ansia e irritazione, e se la situazione che genera tale condizione non viene risolta, il sistema alla lunga va incontro a eccessiva stanchezza per esaurimento delle risorse e disequilibrio energetico. Ci si sente molto stanchi ma allo stesso tempo arrabbiati (anche senza una reale ragione), ci si agita per cose futili, si tende a trovare i problemi dove non ci sono aumentando così il senso di sfinimento. Fermarsi, fare esercizi di respirazione, prendersi una pausa e aiutarsi con erbe rilassanti (valeriana, luppolo, passiflora, melissa…), dedicarsi a passeggiate tranquille in zone verdi, lontano dal caos e andare a dormire entro la mezzanotte, rappresentano soluzioni molto efficaci in tale contesto.

 

Deficit di qi di Polmone: una stanchezza legata alla tristezza è invece tipica del Polmone. Voglia di piangere, melanconia, non sentirsi felici, è una forma di stanchezza psicologica che si riversa anche nel corpo attraverso fiato corto, voce debole, pallore, brividi e freddolosità. Anche questa forma di stanchezza può degenerare in depressione e apatia ed è spesso causata da lutti che pensiamo siano insuperabili e che ci fanno sentire impotenti, portano alla demotivazione e ad un profondo senso di sfinimento. Anche in questo caso è molto importante lavorare sul piano psicologico, ma anche fisico cercando di stimolare il Polmone con respirazioni e ginnastiche energetiche in grado di far circolare meglio l’energia, mentre con l'alimentazione ci si può aiutare attraverso alimenti piccanti come zenzero, peperoncino, porri, aglio e cipolle.

 

Eccesso di umidità: un quadro che potrebbe legarsi al deficit di Milza/Pancreas-Stomaco. Se il sistema della Terra infatti è troppo deficitario per poter trasformare e trasportare le sostanze, si genera un eccesso di umidità interna, con senso di pesantezza fisica, ma anche mentale. I sintomi sono spesso legati a torpore alla testa e offuscamento mentale, difficoltà di concentrazione, occhi pesanti e sonnolenza (specie dopo i pasti). Ci si sente stanchi a partire già dal risveglio e possono inoltre comparire edemi e lingua impastata. In questo caso è utile evitare zuccheri, farinacei, latticini e alimenti freddi, cercando di promuovere, carni, pesci, verdure cotte, segale, riso integrale, grano saraceno e mais.

 


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