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23 Aprile 2020

Qual è l’orario migliore per mangiare?

Nella nostra società, a causa dei ritmi sempre più serrati e dei diversi turni di lavoro, ci si ritrova a consumare colazione, pranzo e cena in orari che a volte cambiano di giorno in giorno, mangiando frettolosamente e, non di rado, saltando addirittura il pasto.

 

Gli orari dei pasti sono quindi spesso dettati dalla necessità del momento, ma se dovessimo assecondare i ritmi circadiani e le funzioni energetiche dei nostri organi capiremmo che il nostro sistema digestivo non è un’attività in funzione h 24, ma dovrebbe rispettare il suo naturale ritmo di riposo/attività.

 

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Come si evince dal grafico che riporta gli orari di massima e minima attività degli organi durante il giorno, il momento ideale per consumare i pasti più importanti della giornata (colazione e pranzo) sono dalle 7 alle 11 del mattino, ossia nel periodo di massima efficienza degli organi Milza/Pancreas e Stomaco.

 

Queste 4 ore rappresentano il momento più yang della giornata: stiamo parlando di un intervallo di tempo in cui l’organismo è al suo massimo energetico. Concentrazione, apprendimento, efficienza fisica e intellettuale sono particolarmente efficienti e così pure il sistema digestivo che risulta altamente ricettivo e in grado di sostenere pasti anche abbondanti, purché sani e nutrienti (per approfondire leggi anche:Colazione: perché è così importante farla e cosa mangiare per partire con il piede giusto?).

Quest’ultimo aspetto è fondamentale poiché è proprio dalle funzioni di trasformazione e trasporto di Milza/Pancreas e Stomaco che si pongo le basi per generare sangue ed energia utili non solo a sostenere l’attività del corpo, ma anche per mantenersi in salute.

 

Una delle spie che ci rivela un sistema digestivo in difficoltà è per esempio la sonnolenza post prandiale, i gonfiori addominali, o la stanchezza che si manifesta già dal primo pomeriggio. Segni che possono derivare proprio da una mancata irregolarità nel consumo dei pasti (per approfondire leggi anche: Sonnolenza e gonfiore dopo i pasti? La Medicina Cinese ci fornisce la sua teoria).

 

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A metà pomeriggio la fase più energica della giornata inizia piano piano a declinare lasciando il posto ad una fase più yin che si esprimerà in maniera completa durante la notte, ma a patto di avere un buon sonno, elemento essenziale per una completa depurazione e per mantenere un sistema immunitario efficiente (per approfondire leggi anche: Il sonno e i suoi disturbi tra scienza e medicina cinese – parte 1)

 

A livello digestivo gli organi protagonisti, ossia Milza-Stomaco, incontrano un loro minimo energetico dalle ore 19 alle 23: si tratta di una fase di "debolezza" e di minor efficienza in cui pasti abbondanti e di difficile digestione sarebbero da evitare poiché l’attività di trasformazione e trasporto risultano più rallentati e non in grado di processare a pieno regime eccesso di cibo o alimenti di cattiva qualità; questi infatti non solo mettono a dura prova il benessere del sistema digestivo, ma creano disturbo anche al sonno, al sistema immunitario, all’umore e al metabolismo in generale che (qualora queste abitudini perdurino nel tempo) può andare incontro a problematiche più o meno serie.

Una pratica che permette di seguire il naturale ritmo circadiano e contribuisce quindi ad una più naturale attività di tutto il sistema e alla sua massima efficienza, è il digiuno intermittente notturno (per approfondire leggi: Digiuno: cosa ne pensa la medicina cinese?).

 

Secondo la medicina cinese anche le stagioni suggeriscono i momenti ideali per consumare i pasti, in particolare la cena: se durante l’inverno il consiglio è di non cenare oltre le ore 20 poiché il fisico entra in uno stato di riposo piuttosto presto (in sintonia con una stagione più fredda e a giornate più corte), in estate quando il sistema è sostenuto da una maggior energia e vitalità e le ore di sole sono maggiori, è possibile consumare quest’ultimo pasto fino a circa le ore 21.

A fronte di queste indicazioni, la medicina cinese sconsiglia assolutamente gli spuntini di mezzanotte, oppure l’abitudine di mangiare qualcosa nel cuore della notte qualora si soffra di insonnia o ci si alzi in caso di sonno disturbato: una pratica davvero nociva non solo perché peggiora gli stati di insonnia, ma pone le basi per malattie metaboliche e patologie future.

 


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